Parole connesse è la mia promessa

Parole connesse: come si scrive un payoff

Ti ho già detto di quanto sia importante che il tuo brand ti assomigli il più possibile.

Di come le persone non scelgono in base al prezzo più conveniente (ok, in qualche caso sì), ma alle sensazioni, alle relazioni, ai valori che un marchio è capace di trasmettere.

E il payoff racchiude proprio questo: rappresenta ciò in cui un’azienda crede, la sua motivazione, il suo perché, il motore che la spinge ad alzarsi al mattino felice perché sta facendo quello che le piace.

Anche le piccole attività, i freelance e liberi professionisti possono (anzi, devono) averne uno, quelle che leggerai qui di seguito sono le mie considerazioni su come si scrive un payoff che funziona.

Come nasce un payoff

Sai che cos’è un payoff? Anche se non ne conosci il significato, sono sicura che sapresti riconoscere a occhi chiusi a quale marchio appartengono le seguenti affermazioni:

  • Just do it (Nike)
  • Think Different (Apple)
  • There’s no better way to fly (Lufthansa)
  • L’analcolico biondo che fa impazzire il mondo (Crodino)
  • Vuol dire fiducia (Galbani)

Ecco, questi sono tutti payoff: poche parole –centrate, accurate, scelte – che esprimono al massimo quello che un marchio è e rappresenta.

Un payoff che funziona non nasce mai per caso: è proprio la sua efficacia, la sua musicalità, la sua capacità di essere facilmente abbinato al suo brand, che nasconde tutto il lavoro e la fatica che ci ha messo il copy nel realizzarlo.

Un payoff efficace si ricorda subito

Di solito è fatto di poche parole, a volte c’è la presenza di un verbo a rendere più diretto il messaggio, altre un accostamento di termini messi l’uno di seguito all’altro che risuonano come una bella melodia.

Il payoff deve essere riconoscibile subito. Stuzzica l’attenzione e osa con coraggio, è fatto per essere ricordato senza fatica. Trascina, coinvolge, emoziona i clienti che decidono di abbracciare quel mondo.

È creativo ma semplice al tempo stesso

Il payoff gioca con le parole, le mixa con cura. Non è mai banale, lavora di fantasia, incontra la complessità per smontarla e renderla semplice.

Colpisce ma non affonda, anzi.

Rimane lì, sospeso, pronto per riecheggiare al momento giusto.

Dice la verità, sempre

Se hai un’attività, il tuo payoff è il giuramento che fai ai tuoi clienti con il cuore in mano. È sincero, reale, concreto. Non tradisce le aspettative. Mai.

Parole connesse è il mio payoff e dentro c’è tutta la mia verità: non esiste comunicazione senza relazione, non esiste messaggio senza un legame forte tra chi lo pronuncia e chi lo ascolta.

C’è la scrittura pensata, che tiene presente emozioni e obiettivi, il digitale come mezzo per raccontarsi, la spontaneità, le persone. Le persone. Quelle sempre e prima di tutto il resto.

Parole connesse è la mia promessa, la mia autenticità. Qual è la tua?

michele comin

Silvia Sola - Si scrive sempre pensando a qualcuno, altrimenti stai solo riempiendo un foglio bianco.