Sulle informazioni, le bolle e i buoni contenuti

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Preparare un corso di formazione è bello non solo perché trasmetti agli altri quello che ti piace fare ma perché ti obbliga a metterti in gioco e farti un sacco di domande.

Per esempio, ecco quello a cui penso io mentre preparo le slide di CON-TESTO: non è niente di nuovo, ma scriverlo nero su bianco è per me una conferma, per te uno spunto di riflessione.

Siamo sommersi di informazioni

Pensa ad una qualsiasi cosa, anche stupida, e prova a cercarla su Google. Una risposta, giusta o sbagliata, la trovi di sicuro. Da un lato questo è bellissimo, perché in pochi secondi hai la possibilità di colmare una lacuna e imparare qualcosa che non sai. Dall’altra sei obbligato a diventare un buon selezionatore di contenuti perché non sempre tutto quello che c’è scritto in rete è corretto.

Anni fa mi è capitato di scrivere dei testi per un sito sulle malattie da vettori di cani e gatti: dovevo partire dal materiale scientifico del cliente e renderlo più comprensibile/appetibile per i lettori, ovvero i proprietari di questi animali. Di solito quando scrivo non mi baso solo sul materiale fornito (anche perché questo capita raramente) ma faccio alcune ricerche su internet, per capire cosa esiste sull’argomento e come viene affrontato dagli altri. Quello che ho trovato è stato un allarmismo psicologico sconcertante, informazioni agghiaccianti che, oltre a non essere vere, giocavano molto sulla sensibilità delle persone. Sono andata in paranoia io che non ho animali, figuriamoci chi ha un cane.

Questo per dire che se decidi di scrivere su internet hai una responsabilità morale nei confronti dei tuoi lettori: non prenderli in giro ed evita di fare leva sulle loro emozioni in modo sbagliato.

La bolla dei blog

Blog di uomini che raccontano la loro vita di padre, blog di ragazze che danno consigli su come vestirsi, blog aziendali che tentano di conquistare la fiducia di potenziali clienti mettendo in risalto le loro competenze. E ancora, blog di persone che aprono un blog inseguendo il sogno di diventare ricchi e fare soldi a palate. Dove c’è un libero professionista c’è un blog.

Con così tanti contenuti e con così tanta gente con un blog, farsi notare è ancora più difficile. Io invece lo trovo stimolante perché tu che scrivi sei obbligato a trovare il tuo stile ed essere bravo a mixarlo con i bisogni dei lettori.

Dove vai se il buon contenuto non ce l’hai?

Ne discutevo con Fabio tempo fa: possiamo impegnarci a spiegare come mettere in atto una strategia di marketing digitale, avviare un blog che funziona, scrivere un testo in ottica SEO, ma se un contenuto non è un buon contenuto non si va da nessuna parte.

Con il termine “buon contenuto” non intendo un testo scritto a regola d’arte, ma un contenuto di reale interesse per il lettore e, nel caso di un’azienda, strettamente correlato al prodotto/servizio offerto.

E, ahimè, oggi su internet di buoni contenuti ce ne sono pochi.

michele comin

Silvia Sola - Si scrive sempre pensando a qualcuno, altrimenti stai solo riempiendo un foglio bianco.