Le parole che fanno sbadigliare (o venire il prurito)

parole che fanno sbadigliare

Ci sono parole e parole.

Parole perfette per determinati contesti e altre che, messe insieme, stridono e rendono la lettura più difficile. Oggi faccio outing e condivido un elenco di parole che, quando le leggo, provocano in me due reazioni: o mi annoiano o mi fanno diventare così.

Pronto a scoprirle?

Azienda giovane e dinamica

Può trattarsi di un brand super, iper, mega quotato ma quando mi imbatto in questa espressione, niente, me cala la palpebra.

Azienda giovane e dinamica va a braccetto con servizi a 360 gradi e leader di settore: fanno parte di quei vocaboli in voga nei contesti aziendali così triti e ritriti che il nostro cervello, quando li vede, tende a saltarli, come se non fossero mai stati scritti.
Sei un’azienda giovane e dinamica? Prova altre parole, ad esempio: “il nostro è un gruppo fatto di ragazzi giovani, con tante energie e che pensano in grande, pronti a mettersi in gioco e che accolgono il cambiamento come una sfida”.

Grammarnazi ed i suoi derivati

(inizio della polemica non richiesta sui grammarnazi)

Per qualcuno usare la parola grammarnazi (così come “io su questa cosa sono molto nazista”) fa figo. A me invece mette una tristezza infinita.

Primo: alzi la mano chi non ha mai fatto uno scivolone e ha sempre pubblicato testi perfetti sotto ogni punto di vista. Secondo: ma davvero vuoi associare la tua tolleranza zero sugli errori grammaticali ad episodi come il nazismo? Boh, non capisco proprio.

Certo, leggere un testo con degli errori dà fastidio anche a me, molto fastidio a volte, ma proviamo a vedere le cose da un altro punto di vista. Quando faccio formazione, mi capita di conoscere persone con storie belle da raccontare, che hanno voglia di esprimersi e di mettersi in gioco. Insieme facciamo un percorso in cui pian piano si rendono autonome in fatto di scrittura. Scrivono, ci provano. Non sempre il testo è perfetto quando va online, non saranno mai dei copy (e nessuno lo pretende) eppure quel contenuto è così naturale e spontaneo che anche se una virgola non è al posto giusto (a meno che non sia tra soggetto e verbo) va bene lo stesso.

Sia chiaro, non sto dicendo che si possa pubblicare qualsiasi cosa, dico solo che anche la scrittura può migliorare con l’esercizio. È un po’ come quando prendi un voto così così in matematica: ti metti lì, studi, fai gli esercizi, li correggi, ti rieserciti sulle cose in cui sei più debole e da un sei scarso passi ad un sette e mezzo. Magari non sarai mai un genio, ma pensa se avessi trovato davanti a te un professore di quelli stronzi, che al posto di incoraggiarti ti avesse stroncato in partenza.

Quando un testo contiene un errore, invece di puntare il dito, non sarebbe più bello contattare l’autore di quel contenuto e farglielo notare? Tu fai una buona azione e quella persona impara qualcosa di nuovo, magari che doveva rileggere una volta in più prima di pubblicare, oppure che quel verbo doveva essere declinato in un altro modo.

(fine della polemica non richiesta sui grammarnazi)

Non immaginerai mai cos’è successo

Qui apro il capitolo Facebook e mi riferisco a quando molte pagine, appartenenti anche a note testate giornalistiche, usano questa frase come espediente per invogliare il lettore a cliccare su quel contenuto, per poi scoprire in realtà che quello che c’è scritto non è niente di così sensazionale o catastrofico (tipo che Eva Mendes preferisce stare a casa con i bambini invece di accompagnare Ryan Gosling alle sue serate mondane).

In gergo tecnico questa attività si chiama clickbait: lo scopo finale è quello di aumentare le visite del sito per ricavare maggiori profitti dalle pubblicità.

Cordialmente

Quando ricevo un’email che si chiude con “cordialmente”, nella mia testa scattano sensazioni che poco hanno a che fare con gentilezza e cortesia. Se è vero, come abbiamo detto qui, che anche il saluto di un’email è importante, cerchiamo di farlo come si deve e di evitare le formule preconfezionate.

Non sarebbe bello se al posto di “cordialmente”, “cordialità”, “distinti saluti”, “rimango a disposizione per maggiori chiarimenti” ci salutassimo con: “le auguro una buona giornata“, “a presto“, “in bocca al lupo per la riunione di domani” o “se hai bisogno di maggiori informazioni scrivimi pure, sono qui”? Secondo me sì.

Dimmi la tua

Adesso tocca a te: quali sono le parole che ti capita di leggere online che ti annoiano o, peggio, ti fanno venire l’orticaria?
Scrivimele nei commenti, sono curiosa di leggerle.

michele comin

Silvia Sola - Si scrive sempre pensando a qualcuno, altrimenti stai solo riempiendo un foglio bianco.