Lavorare meglio con meno paranoie

lavorare meglio

Il 2018 è stato un anno che rimarrà impresso lì per sempre, talmente lungo è l’elenco di cose che hanno influenzato e (s)travolto la mia vita.

È stato l’anno in cui ho scritto di più per i miei clienti e quello in cui mi sono promossa meno, quello nel quale sono cresciuta parecchio, ho amato molto e ho condiviso poco della mia vita online. Ho avuto a che fare con visite, nuove scoperte bellissime, calcinacci, polvere, piastrelle. Pochi viaggi rispetto “al solito”, litigate, discussioni, abbracci, lacrime, serie TV più o meno divertenti, ultima edizione di Con-testo, ancora lacrime, amici, baci, famiglia.

Sarà un anno che porterò sempre dentro e che ha saputo insegnarmi molto, nel lavoro e non.

Una lezione su tutte, che è quella che diventerà la mia filosofia per il 2019 è: lavorare meglio con meno paranoie. Figo, ma da dove si inizia?

Questo è quello che provo a fare io tutti i giorni e che metto nero su bianco qui, chissà che non possa aiutare anche te quando vai nel pallone.

Trovare la giusta concentrazione

Spesso mi sento circondata da rumore e non sto parlando dell’aspirapolvere che passa la vicina di casa: notifiche che arrivano, chat che non hanno mai fine, email, chiamate, promozioni da non perderci (sì, anche nel 2019 quelle di Yoox sono quelle che mi tentano di più).

Come ci si ritaglia lo spazio giusto per lavorare?

Come facciamo a non farci inglobare dal caos e a mantenere la rotta?

Io ho iniziato a tenere il cellulare lontano da me quando devo fare un lavoro in cui ho bisogno di essere molto concentrata, mi sono imposta di aprire i social molto meno di quanto facevo prima (n. volte al giorno), mi sento meno in colpa se ci metto più tempo a rispondere alle email o se per un po’ non scrivo sui vari Instagram e Facebook.

Smetterla di sentirsi inadeguati

Quante volte ti sei messo a fare paragoni con le persone sbagliate?

Quante volte hai perso tempo a guardare cosa facevano i tuoi concorrenti disperandoti perché a te non è venuta quell’idea geniale?

Quante volte ti è sembrato di affogare perché non ti sentivi abbastanza rispetto agli altri?

Io tantissime: è giusto guardare cosa fanno gli altri, essere allineati, ma senza esagerare. Il rischio è quello di non fare nulla per paura di non essere all’altezza.

Il mio modo di affrontare il senso di inadeguatezza è darmi degli obiettivi sensati in base alla mia attività, muovermi a piccoli passi e festeggiare quando un risultato arriva.

E se i traguardi sono ancora lontani o, peggio, non arrivano? Nel primo caso si continua a combattere, nel secondo se ne prende atto e si prova un altro percorso.

Alzare l’asticella

Che per me si traduce in tre cose:

  • lavorare a meno progetti, ma più interessanti per me e meglio pagati;
  • offrire pochissimi servizi ma di qualità impeccabile;
  • fare formazione, leggere, imparare, scrivere per migliorarmi sempre di più.

Prendersi cura di sé

Quando sono stanca, dormo poco o mi sento uno straccetto lavoro malissimo. Non è la novità del secolo e sono sicura che succede a tutti, anche a te. Caricarsi di progetti fino a scoppiare, stare al computer fino a ore improbabili aumenta solo le occhiaie, non il conto corrente.

È importante staccare e noi freelance abbiamo la fortuna di poter scegliere quando farlo, possiamo prenderci le giuste pause, concederci un’ora di relax e fare quello che più ci piace: uscire per una passeggiata rigenerante al lago, mangiare una fetta di torta di carote.

Avere cura di sé aiuta a essere più concentrati (ricordi il punto 1?) e a dare il massimo per i clienti. Il risultato è quello che conta: sarai più felice tu e loro.

Costruire nuove relazioni e curare quelle vecchie

Ho pensato spesso che le relazioni tra freelance nate online avessero un secondo fine, che quel commento a quella foto, sotto sotto, nascondesse una richiesta, la voglia di farsi vedere o mettersi in mostra per portarsi a casa più visibilità o lavoro.

Non è sempre così. Ho conosciuto alcune persone online (e che poi ho visto di persona) che mi hanno fatto cambiare punto di vista e mi hanno fatto apprezzare la bellezza del confronto senza timori, dello scambio autentico, della condivisione. Giulia, Tatiana, Federica, Francesca, Chiara: grazie!

Per quest’anno voglio ripromettermi di dare più attenzione a queste preziose relazioni e di trovarne di nuove altrettanto arricchenti.

Guardare sempre oltre

#guardatisempreoltre è un hashtag che ha creato Giulia e di cui condivido la filosofia che c’è dietro: ci ricorda che siamo noi a decidere il nostro cammino e ci incoraggia ad andare avanti (in un modo o nell’altro) quando le cose sono difficili o sembrano sfuggirci di mano.

Credo che questo sia fondamentale: essere più consapevoli di chi siamo, con i nostri pregi e difetti, essere pronti ad affrontare con coraggio nuove sfide senza la paura di fallire e di trovare quello che c’è di buono in ogni cosa.

Ché poi è proprio così:

Oltre il muro, oltre il confine, oltre le strade sterrate c’è sempre uno scenario mozzafiato che è lì ad aspettarti. Oltre ciò che vedi e ciò che ti aspetti, oltre le illusioni e le delusioni.
Tu cerca di guardare sempre oltre.
Ancora più lontano dei tuoi dubbi, delle tue incertezze, delle tue paure, perché oltre tutto e tutti c’è dove vuoi andare.

Buon inizio anno 🙂

michele comin

Silvia Sola - Si scrive sempre pensando a qualcuno, altrimenti stai solo riempiendo un foglio bianco.