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Che forma ha un naming

Questo è il primo di una serie di post che pubblicherò sul naming. Ho deciso di affrontare il tema perché in pochi ne parlano e perché (spoiler) il servizio di naming è una delle novità che troverai insieme al restyling del sito, che sarà pronto in autunno (dita incrociate).

Seguimi, ho un po’ di cose da raccontarti 🙂

Naming: creatività + metodo

Molti pensano che per trovare un naming super, ultra, iper, bello ci voglia inventiva.
Vero, verissimo, senza creatività non si va da nessuna parte, ma è anche importante darsi e dare delle regole da rispettare, altrimenti la fantasia corre a briglie sciolte rischiando di produrre nomi poco efficaci.
Alcuni criteri è il cliente stesso a deciderli (io li chiedo in fase di questionario e call), per esempio: “voglio un nome corto, in italiano, che trasmetta gioia e positività”.
Altri hanno a che fare con:

  • l’essere memorabili
  • il significato
  • i valori e il tono di voce dell’azienda
  • la pronuncia

Vediamo insieme questi elementi, uno per uno.

Essere memorabili

Un naming che funziona è quello che riusciamo a ricordarci anche a distanza di tempo, sembra semplice quando lo sentiamo la prima volta (avrei potuto pensarci io, mannaggia) ma in realtà ha una costruzione tosta alle spalle.
I nomi più memorabili sono familiari, ci fanno sentire a nostro agio quando li pronunciamo, trasmettono sentimenti e sensazioni precise.
Come si trova un nome memorabile?

  • Creando delle rime, per esempio Fritto e zitto è il nome simpatico e irriverente che darei a un food truck che vende olive all’ascolana, arancini e altre golosità che prevedono l’uso di una friggitrice.
  • Usando l’allitterazione e, più in generale, tutte le figure retoriche, come ha fatto Dunkin’ Donuts.
  • Giocando con le parole; qui mi viene in mente la panetteria biologica e vegana Breaking Bread di Roma.
  • Iniziando con forza; le ricerche dicono che le parole che cominciano con d, g, k, p, t, v si memorizzano meglio delle altre, è il caso di Glovo o Kodak.

Il significato

Qual è il mondo che si cela dietro al nome di un’attività o un prodotto? Perché è stato scelto proprio quel nome e non un altro?
Il significato, più o meno nascosto, caratterizza la marca, ne definisce valori e aspetti.
Un naming può essere:

  • descrittivo, dice quello che il brand vende senza mezzi termini, come poltronesofà.
  • evocativo, racconta in modo delicato scenari e atmosfere collegate al marchio/prodotto. Sintonia, il naming che ho trovato per Claudia, fa parte di questo gruppo.
  • un acronimo, cioè una sigla che di solito riprende le iniziali del fondatore o di parole descrittive; AEG o LG sono esempi calzanti di questa categoria.
  • inventato, un nome che all’apparenza non ha significato ma che in realtà ha un potere immenso. Qui si gioca con le parole, si fondono termini, si aggiungono o eliminano lettere. Uno dei casi più famosi di naming inventato? Amazon.

I valori e il tono di voce dell’azienda

Quando si crea un naming, i valori e il tono di voce dell’azienda contano. Eccome se contano. Anche se l’attività è agli inizi e il mercato è nuovo.
L’identità di un’azienda deve essere coerente dall’inizio alla fine, il naming non può essere un’eccesione:

  • Lush è un brand name spumeggiante, leggero;
  • Nike è forte e dinamico.

Tornando all’esempio strampalato di prima, Fritto e zitto non potrebbe mai appartenere a una persona riservata e che si prende troppo sul serio.

La pronuncia

Immagina di essere in cucina a lavare i piatti perché la lavastoviglie si è rotta. L’acqua è aperta e scrocia mentre tu sciacqui la pentola della pasta. In TV passa uno spot interessante, non puoi vedere le immagini ma senti il messaggio, che ti incuriosisce. Alla fine, ecco il nome del brand… solo fai fatica a pronunciarlo. È un’accozzaglia di lettere (sarà con l’h o senza? ci vogliono due e? la prima era una c o una k?) che stride, fai fatica a ricordare.
Un buon naming è musicale, orecchiabile, riesci a pronunciarlo bene da subito anche senza vederlo scritto.
Qualche eccezione, come sempre c’è, conosci Uniqlo? Dell’origine del suo nome te ne parlerò presto.

Tutto chiaro per ora? Sul naming torneremo presto, intanto buon ultimo giorno di agosto.

Uso la scrittura per far incontrare brand e persone: progetto testi di siti web autentici, invento nomi e payoff memorabili. Sono come mi leggi.