Fare formazione, 2 anni dopo

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Alla fine di questa sessione autunnale di Con-testo, ho deciso di fare un post per tirare le somme su quello che ho imparato in questi due anni di formazione in aula per mettere in luce le cose belle di questa esperienza e fare qualche ragionamento per l’anno nuovo.

Fare formazione in aula è sempre più difficile

Questo, a mio avviso, per due ragioni:

  1. il mercato della formazione è saturo. Tra realtà formative super serie e chi s’improvvisa, chi vuole fare un corso di scrittura ha tantissime opportunità: corsi in aula, corsi online, video corsi, pdf a pagamento, pdf gratuiti. Se non sei del settore come fai a scegliere e a capire se il corso in aula X vale di più del video corso Y?
  2. i prezzi sono molto vari. C’è chi fa corsi in aula a 300 euro + IVA, chi offre un video corso con contenuti simili a 30 euro. Perché dovrei farmi lo sbatti di svegliarmi presto, prendere un treno e andare a fare un corso in classe quando posso vedermi dei video dal divano mentre mangio il gelato ad un decimo del prezzo? Io continuo a credere molto nella formazione in aula: penso che il confronto che s’innesca fra i partecipanti, le domande, le discussioni, i momenti informali come il pranzo o la pausa caffè non abbia eguali. Sia chiaro: anche i corsi online sono interessantissimi – e non è detto che un giorno non ne metta in piedi uno – ma preferisco la parte di relazione e complicità che s’instaura in un percorso dal vivo.

La conseguenza di tutto ciò? Si fa molta più fatica a riempire l’aula, bisogna investire molto di più in pubblicità e lavorare  –ancora di più  – sulle informazioni e sulla qualità della propria offerta formativa.

La sede del corso è un aspetto chiave

Uno dei tanti motivi per cui il mio corso a Roma non si è chiuso è stato perché ho sbagliato la scelta della sede: Roma è una piazza difficile, c’è parecchia concorrenza, ci sono meno persone che mi conoscono e sanno quello che faccio. Quando ho scelto lo spazio, bellissimo e ad un buon prezzo, con un bacino di persone in target che seguono con frequenza i canali di quella sede, ho fatto l’errore di non fare abbastanza domande prima di confermare la sala.

Ad esempio, ho dato per scontato che lo spazio facesse un minimo di pubblicità all’evento con un post su Facebook o un po’ di promozione in newsletter. E invece questa volta non è successo, mi è stato risposto così: «nella nostra location ci sono delle persone che fanno il tuo stesso lavoro e sai, non vorremo penalizzarle».

Il luogo fisico di dove si fa formazione e chi affitta lo spazio giocano un ruolo determinante per la buona riuscita del corso:

  • il posto deve essere facile da raggiungere con i mezzi o in macchina;
  • chi gestisce lo spazio deve essere collaborativo e contribuire al successo della giornata;
  • l’aula deve mettere i partecipanti a loro agio, farli sentire a casa e in un ambiente dove si sentano liberi di parlare e di esprimersi. Per questo prediligo spazi creativi, luminosi e colorati alle aule ingessate.

Su Torino e Bologna sono fortunata: ci sono Nicoletta e Michela che mi seguono, sono ultra disponibili e si prendono cura di me.

Le aspettative ripagate e qualche delusione

Ho esaurito il secondo blocco dei quaderni che regalo durante il corso. Considerando che in ogni ordine fatto c’erano 30 quaderni, questo significa che quasi 60 persone mi hanno scelta per essere formate sulla scrittura professionale.

Se per qualcuno quel 60 è una briciola, per me è un numero ENORME, che simboleggia che quello che faccio sta funzionando e che la direzione è quella giusta.

Sia chiaro: Con-testo non è perfetto, magari lo fosse. Qualche punto debole c’è, ed è proprio questo quello su cui ho intenzione di lavorare il prossimo anno perché:

  • i contenuti sono densi e il rischio è quello di dire tanto ma in modo superficiale;
  • c’è sempre troppo poco tempo per gli esercizi, e invece mi rendo conto che spesso le persone sono lì che non vedono l’ora di sporcarsi le mani.

Non ho ancora le risposte, forse toglierò una parte del programma e ci farò un corso dedicato, forse eliminerò dei passaggi che mi sembrano ormai assimilati e aggiungerò degli esercizi di scrittura, forse aggiungerò delle cose da fare prima o dopo il corso. Ci devo studiare su.

Due consigli per chi vuole fare formazione e non l’ha mai fatto

Se stai pensando di attivare un corso di formazione di qualità e non vedi l’ora di partire, ecco tre piccoli suggerimenti basati sul mio vissuto:

  1. chiediti se ha senso. Se ci sono già tremila concorrenti che propongono il tuo stesso identico corso, vale la pena metterne in piedi un altro? Rispondere a questa domanda ti dà maggiore consapevolezza: in caso di risposta affermativa sai che dovrai lavorare sodo per ottenere quel risultato, in caso contrario prova a ragionare su una proposta alternativa, magari funziona meglio.
  2. testa prima il corso. Fai un’edizione di prova ad un prezzo basso: ti servirà per capire se i contenuti sono interessanti e avere i primi riscontri. Io, ad esempio, ho fatto un’edizione di lancio di Con-testo a Ivrea, nel posto in cui vivo, ad un prezzo irrisorio: il corso è andato sold out ma è stato il punto di partenza per capire molte cose su contenuti e modalità.

Ci sarà una prossima edizione di Con-testo?

Certo che sì. Con-testo cresce, si evolve ma, almeno per ora, non si ferma.

Quando torno a casa dopo una giornata formativa necessito urgentemente di doccia, divano, pizza e stuzzicadenti per tenere gli occhi aperti. Il sorriso ebete stampato in faccia, invece, rimane lì anche il mattino dopo.

michele comin

Silvia Sola - Si scrive sempre pensando a qualcuno, altrimenti stai solo riempiendo un foglio bianco.