Con-testo, cosa cambia

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Con-testo quest’anno spegne tre candeline. Ricordo ancora con affetto la prima volta che, impacciata, ho lanciato la data del corso ad Ivrea, la mia confort zone: l’agitazione nel preparare le slide, l’ansia del dover parlare davanti ad un gruppo di persone, la sorpresa di avere la classe sold out (ok, qui ha fatto molto il prezzo di partenza), il sudore, i messaggi di ringraziamento, le torte a fine giornata.

È passato un po’ di tempo da allora, ho imparato a gestire un po’ di più l’ansia e ad essere meno goffa nel parlare. Se chiudo gli occhi, riesco a vedere bene i visi delle persone che sono state in aula con me, tutte con un progetto chiaro e la voglia di farlo decollare come si merita. Professionalità diverse che si sono incontrate, scontrate e confrontate: dalla psicoterapeuta per adolescenti al produttore di marmi, dalla responsabile di una tisaneria alla professional organizer. Tutti decisi, motivati, pronti a mettersi in gioco: questa è la ricchezza più grande che mi porto a casa a dopo una giornata formativa, insieme ad una dose di stanchezza tale che solo un buon bicchiere di vino riesce ad allentare.

Perché tutto questo preambolo? Un po’ perché è bello ogni tanto fermarsi e fare il punto e perché la scorsa settimana ho pubblicato le nuove date del corso (sempre a Bologna e Torino da Michela e Nicoletta).

E poi, ci sono alcune novità nel programma rispetto alle edizioni precedenti che mi andava di condividere e raccontare qui.

Ci ho dato un taglio

In sette ore di lezione non è proprio possibile affrontare con il dovuto grado di profondità tutti gli argomenti che avevo proposto. Mi sono resa conto che alcuni temi li trattavo con troppa velocità e leggerezza o, peggio, mi ritrovavo costretta a saltare i momenti di esercizio e confronto tra i partecipanti che, per quanto mi riguarda, sono il vero valore aggiunto di un corso in aula.

Quindi zac!, via parte del programma per dare il giusto spazio alla pratica e alle cose di cui non si parla mai abbastanza:

  • strategia del contenuto
  • tono di voce e linguaggio
  • scrivere per farsi scegliere
  • scrivere per farsi ricordare

Siore e siori, al lavoro!

Se nelle edizioni precedenti Con-testo aveva sì degli esercizi ma comprendeva anche diverse ore di teoria, da quest’anno il corso diventa molto più pratico. Che corso di scrittura sarebbe altrimenti, senza una parte dove sperimentare e mettersi alla prova?

Chiariamoci: la teoria è importantissima e le basi di scrittura sono le fondamenta per una buona comunicazione, ma non voglio che il mio corso si riduca ad essere un condensato di informazioni che si possono apprendere anche in un buon manuale di content marketing (o similari).

Non mi stancherò mai di ripeterlo: la scrittura, così come la fotografia o qualsiasi altra attività, migliora con l’esercizio. È un percorso faticoso, pieno di insidie ma, man mano che ci si allena, le cose diventano più semplici.

E poi oh, nessuno qui ha la pretesa di essere come Italo Calvino o Jane Austen, l’obiettivo è quello di tirare fuori le idee e metterle insieme per raccontare sul web quello che facciamo, cercando di divertirci e di ottenere dei risultati da ciò che scriviamo.

Con-testo vuole essere proprio questo: una giornata piena di spunti, una carica di energia, uno stimolo a tornare a casa e mettersi subito al lavoro per migliorare la propria comunicazione online.

Io me lo sono immaginato così e farò di tutto per non tradire questa promessa.

michele comin

Silvia Sola - Si scrive sempre pensando a qualcuno, altrimenti stai solo riempiendo un foglio bianco.