Identikit del lettore ideale: gli errori da non fare

cliente ideale

Durante Con-testo e nelle prime fasi di un nuovo progetto di scrittura, lavoro con i miei clienti all’identikit del lettore ideale, ossia: la persona a cui vogliamo rivolgerci e che speriamo, un giorno, decida di acquistare i nostri prodotti o scegliere un nostro servizio.

Bene, quello che succede è che le persone fanno parecchia fatica a costruire un profilo che sia in linea con quello che fanno. Gli errori che vengono commessi sono di vario genere: ho pensato di raccoglierli qui, così non avrai più dubbi quando toccherà a te.

Il lettore ideale ha caratteristiche troppo generiche

Avere una vaga idea del pubblico a cui parliamo non basta: spingiti oltre, definisci i dettagli, lavora su ogni caratteristica. Solo così riuscirai a rispondere a pieno ai bisogni dei tuoi lettori.

Oltre ad informazioni come età, sesso, status, città, metti nero su bianco altre informazioni: cosa fa il lettore appena sveglio, quali sono i suoi hobby, quando è connesso sui social, quali social abita e via dicendo.

So a cosa stai pensando: «essere così specifico non comporta il rischio di tagliare via una fetta di potenziali clienti che invece sarebbero interessati alla mia offerta?». Certo che no! Questo lavoro ti serve per trovare una nicchia (la tua) con stili e abitudini comuni. Magari non tutte le persone che ti leggeranno andranno in palestra in pausa pranzo, ma sfrutteranno quel tempo per tenersi in forma, ad esempio andando a correre. Queste seconde persone non si identificheranno al 100% in quello che scrivi, ma solo all’80%, che direi essere già un ottimo risultato. La sintonia tra te e loro si creerà comunque, te lo assicuro.

Il tuo lettore ideale è la tua fotocopia

Un’altra tendenza nel tracciare l’identikit del cliente ideale è quella di creare un profilo identico a noi, una fotocopia di noi stessi. L’errore in questo caso è che non riesci a focalizzarti davvero sull’obiettivo, e cioè: risolvere il vero problema di questa persona. È come se al centro di tutto ci fossi tu e non riuscissi a dare ai tuoi potenziali clienti le attenzioni che si meritano.

Il tuo lettore ideale è un tuo collega

E qui rischi di dare tutto per scontato. O di raccontare le cose in un linguaggio troppo tecnico che capiscono solo gli addetti ai lavori.

Questo tipo di problema lo riscontro soprattutto nei siti di psicologi, commercialisti e avvocati: i contenuti sembrano quelli di un meeting o di un convegno importante di settore tra colleghi.

Se fai così, questo genere di contenuti verrà capito per lo più dai tuoi colleghi, che non rappresentano proprio il tuo potenziale cliente. Giusto?

Il tuo lettore ideale è Micheal Jackson

Questo è il caso di quelle persone che sanno quanto è importante trovare la propria nicchia per differenziarsi e che finiscono per tracciare un identikit surreale, risolve il problema di 10 persone sulla faccia della terra. A meno che non ti sia sufficiente generare una o due vendite per vivere dignitosamente tutto l’anno, questa non è la strada giusta 😉

Cliente ideale, da dove si parte allora?

Guardati intorno, analizza chi sono i tuoi clienti abituali e prova a mettere in luce che cos’hanno in comune (professione, città in cui vivono, reddito). Questo è un buon inizio per tracciare un profilo adeguato.

Guardati intorno anche se sei partito da poco e i clienti non sono ancora arrivati. Dai un’occhiata da chi è formato il pubblico dei tuoi concorrenti e trai le tue conclusioni.

A proposito di conclusioni, siamo arrivati alla fine, ma prima voglio sapere: ti sei mai imbattuto in uno di questi errori quando hai fatto l’identikit del tuo lettore ideale? Scrivimelo nei commenti, ti aspetto.

michele comin

Silvia Sola - Si scrive sempre pensando a qualcuno, altrimenti stai solo riempiendo un foglio bianco.