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Welcome to my blog,
if you want,
you can have one also.
Enjoy!

Ha ancora senso avere un blog, oggi?

avere un blog

Ha ancora senso avere un blog, oggi?
Per me la risposta è sì, anche se le dinamiche sono diverse rispetto al passato: tanti contenuti tra cui scegliere, meno persone che vedono quel post e l’impressione che nessuno stia leggendo.
Ok, capisco lo sconforto e la scarsa voglia di mettersi a scrivere date le premesse, soprattutto se il tuo lavoro è un altro.
Forza e coraggio, gli obiettivi facili sono meno soddisfacenti di quelli in cui ci si mette sudore e fatica 🙂

Scrivi meno, scrivi meglio

Sulle mie slide di Con-testo di qualche anno fa, le primissime, sulla questione blogging si leggeva: pubblica almeno un post una volta a settimana (meglio due) e di almeno 500 parole.
Oggi tenere questo ritmo è complesso, a meno che tu non sia un blogger professionista: troppi stimoli, tante realtà che pubblicano contenuti che si richiamano l’un l’altro.
Alla domanda di un lettore e potenziale cliente:
Ho poco tempo per leggere e così tante cose da fare, perché dovrei concederti le mie attenzioni?
La risposta giusta è:
Perché qui trovi contenuti utili e interessanti creati da me per te, perché voglio aiutarti/incoraggiarti/ispirarti.

Non c’è bisogno di scrivere tantissimo, ma quando vai online il contenuto deve essere impeccabile: chi legge deve poterti riconoscere tra quelle parole, sentirsi a suo agio, aver voglia di andare avanti tra le righe ed essere incentivato a condividere quel post.
Meno contenuti, quindi, ma che generano più valore.

Il calendario editoriale evoluto

Quando ho iniziato a elaborare calendari editoriali per il mio blog e per i miei clienti, l’attività consisteva in creare degli elenchi di argomenti suddivisi per categorie, a cui venivano abbinate delle date di pubblicazione e condivisioni sui vari canali social.
Per fortuna, oggi, un calendario editoriale che funziona davvero non si struttura più (solo) così: si evolve di continuo, tiene conto del contesto, ha un raggio di azione più ampio.
È un percorso a puntate, che si declinano in vari modi e prendono pieghe inaspettate (ma progettate).
Non significa essere meno organizzati, ma avere la mente aperta e pensare in grande.
Non potrei spiegarlo meglio di come ha fatto Mafe in questo post illuminante e denso, come sempre del resto.

Avere un blog: consigli pratici

Oltre alle considerazioni qui sopra, ecco altri piccoli modi per far circolare i tuoi contenuti online, passando dalla teoria alla pratica.

  • Se citi qualcuno o ti fai ispirare da qualcuno nella scrittura di quel post, faglielo sapere, potrebbe condividere ciò che hai scritto (non è un obbligo). Senza essere autoreferenziali: “Ciao, scusami se ti disturbo, volevo segnalarti che ti ho citato nel mio ultimo post sul blog: [link]. Avevo solo piacere di fartelo sapere e di ringraziarti per avermi ispirata/dato lo spunto giusto per scrivere. A presto!”
  • Sfrutta i post correlati. Esistono diversi plug-in di WordPress che ti aiutano a farlo in automatico, se non riesci/non hai la possibilità di farlo, aggiungi in fondo alla pagina una frase di questo tipo: “Ti è piaciuto questo post? Allora dovresti leggere anche: [link]. “
  • Inserisci i tuoi post nella newsletter o invia una newsletter tutte le volte che pubblichi un post (assicurati che i tuoi lettori ti abbiano dato il consenso di farlo).
  • Investi del budget nella promozione dei tuoi articoli. Se è vero, com’è vero, che è difficile farsi leggere, sprecare tante energie nella scrittura per poi non ottenere risultati, anche minimi, è un peccato. Scrivi meno contenuti ma fai in modo di sponsorizzarli e di farli vedere a un pubblico interessato e voglioso di commentare/condividere.

Buon blogging!

Uso la scrittura per far incontrare brand e persone. Sorrido, cammino spesso scalza, non vivo senza scorte di zucca nel freezer. Sono come mi leggi.