5 parole da evitare nei tuoi testi

disastro

Tempo fa ho scritto un post sulle parole che convertono di più su internet, quelle che dicono al lettore “a me gli occhi, d’ora in poi guarderai solo me”. Oggi invece voglio parlarti di altri vocaboli, che non sortiscono proprio lo stesso effetto ma più qualcosa del tipo: “yawn, zzzz”. Vediamo insieme quali sono e perché è meglio non usarli quando scrivi sul web.

1. Molto

Esempio: “Quel reportage sulla lotta al femminicidio è molto commovente.

Perché non va bene: non comunica abbastanza informazioni e non aggiunge significato alla parola cui è abbinata.

Soluzione: puoi agire in due modi, o sostituirla con un termine più potente o fare decluttering ed eliminarla. Ricordati che il tempo delle persone su internet è prezioso: devi essere il più conciso possibile.

Quel reportage sulla lotta al femminicidio è toccante.”/ “Quel reportage sulla lotta al femminicidio è commovente.

2. Credo

Esempio: “Credo sia necessario cambiare la descrizione dei prodotti.

Perché non va bene: non infonde fiducia nel lettore, anzi. Mette in dubbio la tua autorevolezza. Sul web il linguaggio non deve essere titubante, ma chiaro e deciso. Il problema si rifà anche a termini come: penso che, secondo la mia opinione, dal mio punto di vista.

Soluzione: decluttering anche qui. Esprimi subito il tuo pensiero senza tanti preamboli.

Bisogna cambiare la descrizione dei prodotti.

3. Veramente (più gli altri avverbi in –mente)

Esempio: “Le campagne di remarketing su Google sono veramente efficaci.”

Perché non va bene: appesantisce il testo e lo rende noioso. Nessun pregiudizio contro questi avverbi, ma proprio perché vengono usati spesso, sarebbe il caso di rivederli e inventarsi qualcosa di nuovo.

Soluzione: sostituisci gli avverbi in –mente con espressioni più leggere.

Le campagne di remarketing su Google sono davvero efficaci.”/ Le campagne di remarketing su Google funzionano.”

4. Leader

Esempio: “La nostra azienda è leader nel settore automotive da oltre 10 anni.

Perché non va bene: ok, qui parte la mia guerra personale contro tutti i termini corporate strabusati, vedi anche offerta chiavi in mano, soluzioni integrate, consulenza a tutto campo, servizi a 360 gradi – questo mi fa talmente arrabbiare che ci ho anche fatto un post dedicato. Insomma, vogliamo smetterla con queste frasi fatte che non trasmettono nulla? Motiviamo il lettore a sceglierci e a diventare nostro cliente perché siamo bravi e capaci, non perché facciamo i fighi e usiamo un linguaggio che in realtà non ci appartiene.

Soluzione: cambia registro e usa parole più comprensibili.

La nostra azienda eccelle nell’automotive da oltre 10 anni.

Se stai scrivendo i testi della tua azienda e non vuoi rischiare, t’invito a leggere questo articolo di Luisa Carrada (santa subito) sul corporatese.

5. Impattante

Esempio: “Come rendere impattante un video su Youtube?”

Perché non va bene: dai, impattante è proprio una parola brutta. Sta male con tutto. È come decidere di mettere i calzini bianchi coi sandali. Orrore e ribrezzo. Ci sono molti sinonimi più belli, più adatti e che calzano meglio, giusto per rimanere in tema.

Soluzione: non usarlo mai, neanche quando hai la febbre a 40 e stai delirando. Scegli altri vocaboli come: d’effetto, d’impatto, che cattura l’attenzione, sicuro, efficace.

“Come si crea un video d’effetto su Youtube?”

Bene, ora che ti ho spiegato quali sono le parole che sarebbe meglio eliminare dai propri testi, vado a dare una controllatina ai miei vecchi post e a fare qualche correzione.

michele comin

Silvia Sola - Si scrive sempre pensando a qualcuno, altrimenti stai solo riempiendo un foglio bianco.